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	<title>LIBERI VICENTINI</title>
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	<description>INFORMARE in attesa del RISVEGLIO</description>
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		<title>Perché l’Europa ha bisogno della Grecia</title>
		<link>http://www.liberivicentini.it/2012/05/19/perche-l%e2%80%99europa-ha-bisogno-della-grecia/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 15:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Brunello</dc:creator>
				<category><![CDATA[per capirne di più]]></category>

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		<description><![CDATA[11/05/2012 &#8211; Fonte: www.guardian.co.uk
www.tlaxcala-int.org (Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)
 
Il successo elettorale di Syriza segna l’inizio della prima grande battaglia contro l’austerità. L’intero continente dovrebbe contare sulla sua volontà di vincere.
Senza ombra di dubbio, il vincitore delle recenti elezioni in Grecia è Syriza, una coalizione di organizzazioni di sinistra attive da diversi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8937" title="SYRIZA - Fotografia: Simela Pantzartzi / EPA" src="http://www.liberivicentini.it/wp-content/uploads/Greek-anti-bailout-left-t-008-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />11/05/2012 &#8211; Fonte: <a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/may/11/europe-needs-greece-syriza-austerity">www.guardian.co.uk</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Link all'articolo" href="http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=7291" target="_blank">www.tlaxcala-int.org</a> <em>(Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il successo elettorale di Syriza segna l’inizio della prima grande battaglia contro l’austerità. L’intero continente dovrebbe contare sulla sua volontà di vincere.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Senza ombra di dubbio, il vincitore delle recenti elezioni in Grecia è Syriza, una coalizione di organizzazioni di sinistra attive da diversi anni. Anche il partito fascista “Alba Dorata” ha acquisito un incremento stupefacente, ma la sua ascesa, inquietante quanto si voglia, non è né il principale risultato delle elezioni, né ancora una grave minaccia per la società greca.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8935"></span>Lo slancio politico appartiene a Syriza. Se questa formazione si organizza, potrebbe contribuire a risolvere la crisi e fornire una spinta al movimento anti-austerità in Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">I due partiti principali del governo greco – il PASOK e Nea Dimokratia, sono stati travolti per avere portato il paese a questo passo nel corso di quattro decenni, e per l’attuazione degli accordi di salvataggio. <strong><em>L’elettorato greco ha chiaramente indicato che cosa non vuole</em></strong>: la vecchia politica e il cosiddetto salvataggio da parte della Troika dell’Unione europea, Fondo Monetario Internazionale e Banca centrale europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso degli ultimi due anni, una sfilata di mediocri uomini politici greci ha fatto finta di negoziare con la Troika, mentre screditava il proprio paese come “corrotto”. Questi politici avevano alle spalle esperti tecnici terrorizzati al pensiero di scontentare coloro che prestavano denaro alla Grecia.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni di questi politici ed esperti facevano parte di quelle persone che avevano manovrato perché  la disastrosa Grecia entrasse nell’Unione monetaria europea. Il risultato prodotto si può compendiare in due accordi di salvataggio finanziario, nel maggio 2010 e nel marzo 2012 &#8211; monumenti di cattiva economia e di insensibilità sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Entro la fine del 2012 l’austerità provocherà la contrazione dell’economia greca del 20%, un balzo della disoccupazione verso il 25%, una completa e conclamata crisi umanitaria nei centri urbani, e un debito pubblico del tutto ingestibile.</p>
<p style="text-align: justify;">La Grecia sta morendo in piedi. Nel frattempo la sua vecchia classe politica cinguetta su come partecipare ancora al “progetto” europeo e su come attuare riforme strutturali che porteranno la crescita nel futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Syriza ha provocato un terremoto, denunciando il “salvataggio” di marzo. Ha richiesto una moratoria sui pagamenti del debito, una commissione internazionale per analizzare (<em>audit</em>) il debito greco, la rottamazione del debito aggressivo, una profonda redistribuzione dei profitti e della ricchezza, la nazionalizzazione delle banche, e una nuova politica industriale per ringiovanire il settore manifatturiero. Queste misure sono esattamente ciò di cui necessita l’economia greca. La loro messa in atto dipende interamente dal rigetto del recente piano di salvataggio e dal blocco dei pagamenti sul debito.</p>
<p style="text-align: justify;">Syriza ritiene che queste misure possano essere introdotte mentre il paese rimane ancora all’interno della zona euro. Si dimostra riluttante a domandare l’uscita della Grecia, aumentando così il suo grado di consenso negli elettori che si preoccupano delle conseguenze di uscita e credono che l’euro sia parte integrante della identità europea dei Greci.</p>
<p style="text-align: justify;">A mio parere, e a quello di molti altri economisti, sarebbe impossibile per la Grecia rimanere nella zona euro, se crollasse questo percorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque, l’uscita sarebbe necessaria e vantaggiosa per l’economia nel medio termine, e questo rimane l’esito più probabile per la Grecia.</p>
<p style="text-align: justify;">Se Syriza vuole davvero contribuire a risolvere la crisi, dovrebbe prepararsi e tenersi pronta per questa eventualità. Tuttavia, il problema urgente in questo momento è quello di liberare il paese dalla morsa del debito e dell’austerità.</p>
<p style="text-align: justify;">Finché Syriza è disposta ad adottare azioni per conseguire tali obiettivi, e il popolo greco vuole assegnare il beneficio del dubbio all’euro, il suo ruolo può essere positivo. Per lo meno, offre una possibilità per la Grecia di evitare un disastro completo, che potrebbe davvero portare all’ascesa del fascismo.</p>
<p style="text-align: justify;">È improbabile che l’attuale tornata di negoziati politici interni possa portare alla formazione di un governo, in particolare di un governo che dovrebbe continuare ad attuare i termini del piano di salvataggio. Ci saranno probabilmente nuove elezioni in un prossimo futuro (<em>a giugno!</em>), e Syriza ha tutte le possibilità di vincerle con decisione, in modo da formare un governo di coalizione di forze anti-salvataggio. Ma per questo, Syriza dovrebbe capire i propri limiti, e cercare attivamente di creare il vasto fronte politico di cui la Grecia ha bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;">È importante cercare l’unità continuamente, evitando sia le auto-gratificazioni che la faziosità antica della sinistra greca. Per Syriza, sarà necessaria l’attiva collaborazione con il resto della sinistra, perché si devono radunare le forze sufficienti per affrontare la prossima tempesta avanti.</p>
<p style="text-align: justify;">È altrettanto importante far progredire il suo appello a persone esperte e competenti in tutta la società, perché Syriza ne avrà bisogno di molte di più nei suoi ranghi.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, se ci sarà un nuovo governo guidato da Syriza, questo dovrà poggiare sul sostegno dei popoli in tutta Europa, per affrontare la catastrofe inflitta alla Grecia dalla crisi dell’euro.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima più importante battaglia contro l’austerità sta per iniziare in Grecia, e tutti i popoli europei hanno interesse che sia vinta.</p>
<p style="text-align: justify;">di Costas Lapavitsas (Professore di Scienze Economiche alla Scuola di Studi Orientali e Africani  e Preside associato della Facoltà di Legge e Scienze sociali presso l’Università di Londra.)</p>
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		<title>OLTRE IL LIMITE DELL’UMANA SOPPORTAZIONE</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 15:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Brunello</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieri Liberi]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Gianni Tirelli
I cittadini sono “con le pezze al culo” e pertanto, se di sacrifici si tratta, il governo Monti li chieda ai ricchi evasori, ai banchieri speculatori, ai ladri e corruttori e ai faccendieri, che per decenni, come vampiri, hanno succhiato il sangue alla parte più debole e indifesa della società, oggi alla flebo.
Dobbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-5093" src="http://www.liberivicentini.it/wp-content/uploads/Poverta.jpg" alt="" width="178" height="137" />Di Gianni Tirelli</p>
<p style="text-align: justify;">I cittadini sono “con le pezze al culo” e pertanto, se di sacrifici si tratta, il governo Monti li chieda ai ricchi evasori, ai banchieri speculatori, ai ladri e corruttori e ai faccendieri, che per decenni, come vampiri, hanno succhiato il sangue alla parte più debole e indifesa della società, oggi alla flebo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8932"></span>Dobbiamo assolutamente delegare alla guida del paese, persone comuni e integerrime per evitare che il ricco ignorante al potere, emani leggi contro la cultura, che l’imprenditore legiferi contro l’ambiente, lo xenofobo contro il diverso, che il corruttore accusi i giudici di uso politico della giustizia, che l’erotomane candidi puttane al parlamento, il pervertito condoni le pene ai pedofili e che l’assassino, reintegri  il delitto d’onore del codice Rocco, per motivi passionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo stanchi di assistere inermi all’atteggiamento irresponsabile dei grandi detentori di patrimoni che pur strafogando nella ricchezza, mettono veti sulla patrimoniale, sulle transazioni e speculazioni finanziarie. Stanchi di questa burocrazia labirintica e sempre da interpretare che fa gioco ai furbetti, ai corruttori e agli evasori – stanchi di leggi e decreti, promulgate e formulate ad hoc, con il solo scopo di affermare l’inedito sistema delle cose, di ribaltare l’ordine precostituito e di eludere ogni regola civile democratica.</p>
<p style="text-align: justify;">Sentire ancora parlare di “resistenze pazzesche” da parte delle lobby dei farmacisti, dei taxisti e di tutte le corporazioni e consorterie che hanno ingessato e messo sotto scacco la nazione, va oltre i ragionevoli limiti della sopportazione”</p>
<p style="text-align: justify;">Ci hanno sempre considerato e trattato alla stregua di bestie ammaestrate che ubbidiscono ad ogni ordine e subdolo desiderio del padrone, per evitare una punizione più gravosa e umiliante.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo succede perché siamo divisi, l’uno contro l’altro, in questa guerra fra poveri stupidi, contro altri stupidi che vorrebbero arricchirsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi signori vanno messi di fronte, alla realtà dei fatti contingenti, evitando, se è il caso, di declinare le loro responsabilità individuali su empiriche cospirazioni e complotti mondiali.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo modo, non facciamo che il loro sporco gioco, esimendoli così da ogni oggettiva colpa e onere.</p>
<p style="text-align: justify;">Se in questo paese, ragionevolezza, decoro e onesta intellettuale,  fossero i criteri di giudizio necessari, indispensabili e ineludibili per concorrere alla carriera politica e conseguente investitura istituzionale, bene, per questa gente sarebbe giunto il momento di fare le valige e sparire per sempre dalla nostra vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Al contrario <strong>sono ancora qui, incollati alle poltrone come patelle allo scoglio &#8211; ai vertici della politica e dell’imprenditoria, dove la carica istituzionale è ridotta a mera copertura per espletare al meglio e senza intralci di sorta, i loro sporchi e loschi affari. E questo è inaccettabile!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Stipendi stratosferici e tutti quei privilegi e vantaggi, che alla faccia della miseria, la politica nostrana distribuisce ai suoi rappresentanti, sono il terreno di coltura che, per un intrinseco automatismo, seleziona i peggiori elementi della società trasfigurando il parlamento, da un cenacolo di etica e di diritto, in un mercato delle vacche dove si prostituisce la dignità a fronte di interesse particolare e impunità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mai come in questi ultimi due decenni, una tale “presa per il culo” aveva raggiunto questi livelli di guardia. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qui necessita un moto d’orgoglio, uno scatto di nervi per ripristinare il giusto livello di equità sociale, o non ne usciremo in piedi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi il destino del paese e del mondo più in generale è sulle nostre spalle e se non tiriamo fuori gli attributi, adesso, in questo momento, dimentichiamoci il significato di “futuro”.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo noi adesso, deputati a dettare le regole e progettare il domani delle generazioni a venire, ma a condizione di avere la capacità e il buon senso di rinunciare alle divisioni ideologiche e a quell’amor proprio che troppo spesso abbiamo anteposto alla verità delle cose e all’oggettività dei fatti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dobbiamo spalancare le finestre ad un nuovo giorno e fare circolare l’aria, per cominciare a respirare le ragioni di un’esistenza più salubre, sotto ogni aspetto, dove ogni soggetto della comunità abbia pari diritto e tutela, e possa sperare in quella giusta dose di felicità e di sicurezza materiale per guardare al futuro con serenità e fiducia.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div align="left" style="float: ; padding: 5px 5px 0px 0px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.liberivicentini.it/2012/05/19/oltre-il-limite-dell%e2%80%99umana-sopportazione/"></a></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Le mafie in Veneto. Una realtà più che una possibilità.</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 15:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Brunello</dc:creator>
				<category><![CDATA[mafia Veneta]]></category>

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		<description><![CDATA[demoandcrazia.blogspot.it
Per anni la gente è rimasta perplessa sulla presenza delle mafie in Veneto, grazie anche alla politica e a certa informazione; si è continuato a pensare che le organizzazioni criminali spadroneggiassero solo nel sud Italia, mentre come un tarlo nel legno, queste hanno scavato e infettato il tessuto economico del nord Italia.
Mafia deriva da due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-375" title="Illustrazione by Mauro" src="http://www.liberivicentini.it/wp-content/uploads/LIBERI_VICENTINI_miniatura-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><a title="Link al sito" href="http://demoandcrazia.blogspot.it/" target="_blank">demoandcrazia.blogspot.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per anni la gente è rimasta perplessa sulla presenza delle mafie in Veneto</strong>, grazie anche alla politica e a certa informazione; si è continuato a pensare che le organizzazioni criminali spadroneggiassero solo nel sud Italia, mentre <em>come un tarlo nel legno</em>, queste hanno scavato e infettato il tessuto economico del nord Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Mafia deriva da due parole arabe <em>&#8220;maf&#8221; che vuol dire &#8220;nascondere&#8221; e &#8220;mafì&#8221; che significa &#8220;non c&#8217;é&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em><span id="more-8930"></span>Già nel nome è indicato il profilo che le organizzazioni criminali preferiscono tenere per operare laddove si trovino; quando vent&#8217;anni fa venne arrestato a Longare (VI) <strong>Giuseppe Madonia</strong>, all&#8217;epoca numero due di Cosa Nostra, la gente del luogo rimase stupita nel vedere di buon mattino un&#8217;abitazione del paese circondata da numerose volanti dei carabinieri. Le cronache del tempo narrano che le anziane del luogo pensassero che fosse un missionario, dato che vennero ritrovati numerosi santini nel luogo di latitanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Di questo e d&#8217;altro ancora si è parlato ieri sera alla serata di approfondimento culturale &#8220;<strong>Le mafie in Veneto</strong>&#8221; organizzato dal circolo di lettura Matilde Serao a Sant&#8217;Andrà di Povegliano (TV) con il <strong>Prof. Enzo Guidotto</strong>, Presidente dell&#8217;osservatorio veneto sul fenomeno mafioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Le mafie operano a detta di Guidotto a &#8220;pelle di leopardo&#8221; nel nord-est ed ha usato la metafora delle ciliegie nel cesto, per indicare che quando gli inquirenti indagano, tirata su una ciliegia dal cesto, a grappolo ne escono altre, ad indicare i numerosi collegamenti tra fenomeni mafiosi e realtà economiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Guidotto è impegnato da trent&#8217;anni</span> nell&#8217;opera di sensibilizzazione sui fenomeni mafiosi, in particolare con il mondo della scuola, <span style="text-decoration: underline;">dal lontano 1982 anno dell&#8217;assassinio del generale Dalla Chiesa</span>; nel luogo dell&#8217;uccisione del generale e della moglie allora comparve un cartello &#8220;<strong>Qui è morta la speranza degli onesti</strong>&#8221; e nell&#8217;opinione pubblica di allora avvenne qualcosa di nuovo, una mobilitazione generale contro la mafia, capeggiata anche da parte del mondo della chiesa, dai cardinali Pappalardo di Palermo e Martini di Milano, da Leoluca Orlando e da Nando della Chiesa. Nel giro di pochi giorni venne promulgata la legge n° 646, <strong>la legge Rognoni-La Torre</strong>; ben 120 anni dall&#8217;unità d&#8217;Italia ci vollero per riconoscere da parte dello Stato l&#8217;associazione a delinquere di tipo mafioso e punirla di conseguenza!</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure fin dagli albori del regno d&#8217;Italia, la mafia siciliana  e poi le altre organizzazioni hanno intrattenuto rapporti stretti con il mondo politico: il <strong>Senatore Luigi Carraro</strong> di Padova negli anni &#8216;70, Presidente della Commissione Antimafia definì come elemento distintivo della mafia &#8220;<strong>l&#8217;incessante collegamento con i pubblici poteri</strong>&#8220;, quindi politica e uomini delle istituzioni, perché per potersi espandere la criminalità organizzata trova nel <strong>voto di scambio</strong> e nella <strong>corruzione</strong>, il brodo di coltura ideale per proliferare e arricchirsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Appunto la corruzione: <strong>Paolo Borsellino</strong> mentre si trovava in Veneto in un incontro con i ragazzi delle scuole, alla domanda di una ragazza su appunto di cosa ci si doveva preoccupare in Veneto a riguardo delle infiltrazioni mafiose, rispose &#8220;della corruzione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni &#8216;70 Milano era la capitale del riciclaggio e lo schema perseguito ancora oggi è sempre il medesimo: enormi quantità di denaro proveniente dalle attività illecite mafiose vengono &#8220;lavate&#8221; e reinvestite nell&#8217;economia reale con l&#8217;appoggio di uomini politici e liberi professionisti al soldo dei capi-clan.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://3.bp.blogspot.com/-cOW-29bGnhM/T6T-NAmZALI/AAAAAAAAACk/jZkLxoLG3Sg/s1600/4150vign.jpg"></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le mafie operano con la copertura di prestanome che s&#8217;intestano società o effettuano compravendite di immobili e terreni. Nella miriade di transazioni economico-finanziarie nel nord Italia il sospetto che dietro nomi di società operino i clan è sempre dietro l&#8217;angolo: le numerose operazioni compiute nel nord Italia negli ultimi anni ne sono la dimostrazione. E la politica come al solito, <em>certa politica</em>, ha offerto o tentato di offrire valide sponde alle organizzazioni, come quando l&#8217;allora ministro Brunetta, lo scorso anno nel dl Sviluppo voleva eliminare la <strong>certificazione antimafia</strong>, oppure quando il precedente governo Berlusconi tentennò nello sciogliere il comune di Fondi (LT) per infiltrazioni mafiose.</p>
<p style="text-align: justify;">Numerosi i casi citati ieri sera tra cui il caso Despar di Longare (<em>tra l&#8217;altro sembra che negli ultimi anni al nord, la distribuzione alimentare sia nel mirino delle cosche</em>), allo smaltimento nelle cave dei rifiuti tossici oppure del loro occultamento nei cantieri tipo quello della Valdastico Sud, al credito ad usura fornito ad imprenditori in difficoltà economiche, numerosi in periodi di recessione economica.</p>
<p style="text-align: justify;">Guidotto ha ricordato alcune maxi-operazioni condotte negli anni per sgominare organizzazioni mafiose che operavano nel nord Italia ma non solo, recenti e non, tra cui l&#8217;operazione Versilia, l&#8217;operazione Total Look oppure il maxi-blitz delle forze dell&#8217;ordine nel 2010 dove più di 300 affiliati alla &#8216;ndrangheta vennero arrestati fra Reggio Calabria e Milano, il caso dell&#8217;assicurazione della sanità Veneta con la società City Insurance con sede in Romania , dietro alla quale si sospetta che vi sia dietro la camorra.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Di sicuro le mafie non potranno mai essere sconfitte, se all&#8217;interno del mondo politico, nel parlamento italiano, personaggi in odore di mafia, siedono nei punti chiave delle istituzioni.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Se invece di agevolare l&#8217;operato della magistratura, la si ostacola con leggi ad personam o negando  le autorizzazioni a procedere.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ma c&#8217;è qualcosa di più che è anche emerso ieri sera nel dibattito che ne è seguito: il fatto che noi cittadini in quanto tali possiamo fare, cioè di vigilare sul territorio, nelle scelte che vengono fatte partendo dai comuni nell&#8217;assegnazione degli appalti per esempio. Certamente questo non è che sia semplice da fare ma <em>una cittadinanza attiva e non disimpegnata, non assente e rassegnata, può collaborare con le istituzioni per salvaguardare il tessuto economico e sociale dalle mafie.</em> Questo potrà dare una spinta vera alla lotta contro le mafie e ai loro business illeciti.</p>
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		<title>Una verità scomoda, l&#8217;agenda rossa di Paolo Borsellino.</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 15:21:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Brunello</dc:creator>
				<category><![CDATA[mafia]]></category>

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		<description><![CDATA[31/03/2012 - demoandcrazia.blogspot.it
Non potevo iniziare questa mia nuova attività di blogger senza scrivere a riguardo di una serata che personalmente reputo uno di quei eventi che non si potranno mai dimenticare nel corso della vita: sto parlando dell&#8217;incontro del 16/03/2012 organizzato dai comuni di Follina e di Pieve di Soligo e i ragazzi della associazione culturale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8926" src="http://www.liberivicentini.it/wp-content/uploads/Schermata-05-2456067-alle-17.20.46-150x150.png" alt="" width="150" height="150" />31/03/2012 - <a title="Link all'articolo" href="http://demoandcrazia.blogspot.it/2012/03/una-verita-scomoda.html" target="_blank">demoandcrazia.blogspot.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">Non potevo iniziare questa mia nuova attività di blogger senza scrivere a riguardo di una serata che personalmente reputo uno di quei eventi che non si potranno mai dimenticare nel corso della vita: sto parlando dell&#8217;incontro del 16/03/2012 organizzato dai comuni di Follina e di Pieve di Soligo e i ragazzi della associazione culturale Careni con <strong>Salvatore Borsellino</strong> per la presentazione del libro <strong>“Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino” di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo direttore e vice direttore di Antimafia2000</strong>, evento facente parte di una settimana d&#8217;incontri e proiezioni dal titolo “Un&#8217;agenda per la legalità”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8925"></span>Gli altri relatori erano oltre a Salvatore Borsellino e ai due autori del libro, <strong>Francesco S. Pavone sostituto procuratore generale di Venezia, Vincenzo Guidotto dell&#8217;Osservatorio veneto del fenomeno mafioso e la giornalista Anna Petrozzi</strong> in veste di moderatrice del dibattito.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho potuto vedere e ascoltare da vicino, stringere la mano ad un uomo che sta portando avanti una battaglia per la verità, negata e depistata da pezzi dello stato, una verità scomoda per la nascita della seconda repubblica che trova nell&#8217;<strong>agenda rossa</strong>, sparita in circostanze misteriose subito dopo l&#8217;attentato di via d&#8217;Amelio, le risposte che a mio avviso cambierebbero la storia italiana degli ultimi vent&#8217;anni.<br />
<strong>Paolo Borsellino</strong> con le sue indagini ha rappresentato un&#8217;ostacolo per quella che è stata chiamata la <strong>trattativa stato-mafia</strong> di cui aveva intuito i fatti e i nomi o ne era a conoscenza addirittura e per questo ha pagato il prezzo più alto, assieme ai ragazzi della sua scorta: per dirla come Toto Riina “per fare la pace bisogna fare prima la guerra” e nel 1992 nel pieno dell&#8217;inchiesta <strong>Mani Pulite</strong> e nella sfiducia dei cittadini verso i partiti e le istituzioni in seguito a quello che stava affiorando sul sistema corruttivo italiano, nel vivo di una crisi economica e di un imminente cambio degli assetti di potere in Italia, <strong>Cosa Nostra</strong> colpita e indebolita dagli effetti del <strong>maxi-processo di Palermo</strong> istituito dal pool antimafia, 360 condannati, alzò il tiro e inizio ad uccidere.</p>
<p style="text-align: justify;">Salvatore Borsellino ha effettuato un lungo e a tratti drammatico intervento, ha parlato di come alla fine al dibattimento sulla sparizione dell&#8217;agenda rossa (la cui esistenza e presenza nella valigia anche nel giorno stesso dell&#8217;attentato è accertata dalle testimonianze dei familiari e non solo) non ci si è mai arrivati, il tutto risolto dal GUP in una controversa udienza preliminare dove l&#8217;imputato era l&#8217;allora capitano Arcangioli, immortalato in alcune foto e nei fotogrammi di un video, mentre si allontanava dalla via d&#8217;Amelio con la valigia in pelle del giudice ucciso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha raccontato di una rivelazione di Pippo Giordano ex ispettore della DIA, di cui non si è saputo nulla fino ad oggi in base alla quale la mafia fece saltare una strada nelle campagne di Palermo per preparare l&#8217;attentato di Capaci in cui morì Giovanni Falcone con la moglie e la scorta. Ha raccontato delle difficoltà del fratello incontrate all&#8217;interno della magistratura stessa, dei lacci e lacciuoli imposti dai suoi superiori nelle indagini che stava svolgendo, degli ultimi 57 giorni vissuti dopo Capaci con toccanti racconti di vita familiare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho acquistato poi il libro <strong>“Paolo Borsellino e l&#8217;agenda rossa”</strong> e c&#8217;è un passo dove secondo me, attraverso le parole di <strong>Antonio Ingroia</strong>, all&#8217;epoca giovane collaboratore di Borsellino emerge la solitudine di quest&#8217;uomo nella sua lotta contro la mafia, ma anche il suo senso del dovere assoluto: Ingroia racconta che era il giorno di Santa Rosalia, il 15 luglio 1992 e mancavano 4 giorni all&#8217;attentato, il palazzo di giustizia era quasi deserto mentre la gente fuori si godeva il giorno di festa e l&#8217;estate. Paolo Borsellino incontra Ingroia, il quale sta partendo per qualche giorno di ferie e Borsellino rimane contrariato da questo, perché si aspettava la presenza del suo collaboratore. Il pomeriggio però si rincontrano e Ingroia rassicura Borsellino che starà via solo per il week end: <em>“Lo vidi sorridere per l&#8217;ultima volta quando gli dissi che sarei rimasto fuori solo per il week end, promettendogli che sarei tornato in ufficio già lunedì”. Si abbracciano e si salutano per l&#8217;ultima volta; Ingroia in fondo è dispiaciuto di lasciarlo lì solo nel palazzo deserto.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Non meno interessante è stato l&#8217;intervento del <strong>Dott. Guidotto</strong> , rientrato da un lungo giro nelle scuole siciliane per una serie d&#8217;incontri con gli studenti, dove tra l&#8217;altro ha fatto rilevare al pubblico presente in sala, l&#8217;assenza di rappresentanti dell&#8217;Arma vista anche la presenza, oltre che di Salvatore Borsellino anche del sostituto procuratore Pavone. Mi è piaciuta la metafora che ha utilizzato, <span style="text-decoration: underline;">“bullismo istituzionale</span>”, nel descrivere i rappresentanti del precedente governo Berlusconi per parlare di come l&#8217;esempio per i cittadini provenga sempre dall&#8217;alto e di come <strong>l&#8217;articolo 54 della Costituzione Italiana</strong> non sia stato osservato da molti ministri e parlamentari..</p>
<p style="text-align: justify;">Il Dott. Pavone ha sottolineato invece, parlando a riguardo delle infiltrazioni mafiose nel Nord, della reticenza della informazione locale a parlarne (ho notato che di questo incontro su stampa e tv locali non ne è stato detto nulla o quasi), spiegato dallo stesso sostituto procuratore come un tentativo per non spaventare possibili nuovi investitori nel nord-est. In questi giorni si sta svolgendo un processo soprannominato la <a title="Link alla sezione" href="http://www.liberivicentini.it/tag/gomorra-in-veneto/" target="_blank">“Gomorra veneta” </a>in seguito all&#8217;operazione <strong>Aspide</strong> dell&#8217;aprile 2011, dove è stato scoperto un giro di usura e di estorsioni, dietro il quale manovrava la camorra; approfittando della drammatica situazione economica di molti imprenditori, questi personaggi prestavano denaro con tassi del 180%, impossessandosi alla fine dell&#8217;attività. Di fronte a questo fa sorridere amaramente l&#8217;ennesima boutade leghista a riguardo della permanenza di Riina jr a Padova e notizia fresca di oggi, una maxi-operazione contro gli affiliati della &#8216;ndrangheta ha portato all&#8217; arresto di un presunto &#8220;killer&#8221; a Preganziol.</p>
<p style="text-align: justify;">Incontri di questo genere sono importantissimi, soprattutto quando a essere presenti sono le nuove generazioni, che poco o nulla conoscono della storia recente italiana (grazie anche dalla disinformazione perpetrata dai mass-media, spesso serva del potere anziché cane da guardia), in cui forze oscure hanno tramato e destabilizzato il paese, hanno ucciso chi stava cercando di arrivare ad una scomoda verità, la contiguità fra potere mafioso e politico. Questo perché le mafie, il malaffare, la corruzione si possono fortemente contrastare innanzitutto creando una cultura della legalità, del rispetto delle regole e certamente come detto prima quando l&#8217;esempio negativo è il primo a provenire da chi presiede le istituzioni, non possiamo considerarci un paese pienamente democratico. Recentemente ho potuto ascoltare anche Gherardo Colombo e anche lui ha maturato dopo una lunga carriera in magistratura, il pensiero che non basta solo l&#8217;azione penale per reprimere i fenomeni illegali ma bisogna puntare sui giovani, educandoli alla legalità. Compito che buona parte della politica negli ultimi 20 anni si è guardato bene dal farlo, per poter continuare a sguazzare nel torbido.</p>
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		<title>Brindisi, tre ordigni contro scuola: morta studentessa di 16 anni. Più piste al vaglio</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 15:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Brunello</dc:creator>
				<category><![CDATA[corruzione e criminalità]]></category>

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		<description><![CDATA[www.ilfattoquotidiano.it
Un&#8217;altra ragazzina operata e trasferita, in prognosi riservata, all&#8217;ospedale di Lecce. Altre due gravi, ma stabili. Trovato timer con ora fissata alle 7.55. I testimoni: &#8220;E&#8217; stato un inferno&#8221;. Il ministro dell&#8217;Interno: &#8220;Fatto anomalo&#8221;. Il capo della Dda di Lecce Motta: &#8220;Potrebbe non essere mafia&#8221;. Previste fiaccolate in tutta Italia
Tre ordigni, tre bombole di gas, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8922" title="Melissa Bassi" src="http://www.liberivicentini.it/wp-content/uploads/images37-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><a title="Link all'articolo" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/19/brindisi-ordigno-esplode-scuola-cinque-studenti-feriti-gravi/234446/" target="_blank">www.ilfattoquotidiano.it</a></p>
<p><em>Un&#8217;altra ragazzina operata e trasferita, in prognosi riservata, all&#8217;ospedale di Lecce. Altre due gravi, ma stabili. Trovato timer con ora fissata alle 7.55. I testimoni: &#8220;E&#8217; stato un inferno&#8221;. Il ministro dell&#8217;Interno: &#8220;Fatto anomalo&#8221;. Il capo della Dda di Lecce Motta: &#8220;Potrebbe non essere mafia&#8221;. Previste fiaccolate in tutta Italia</em></p>
<p style="text-align: justify;">Tre ordigni, tre<strong> bombole</strong> di gas, sono esplosi alle 7.45 di oggi davanti all’Istituto professionale “Morvillo-Falcone” di Brindisi. Una<strong> ragazzina</strong> di 16 anni anni è morta e un’altra è gravissima. Altri sei studentesse sono rimaste ferite. A perdere la vita immediatamente è stata Melissa Bassi. Veronica C, le cui condizioni sembravano disperate, è stata sottoposta un intervento a un lungo e delicato intervento chirurgico all’ospedale cittadino Perrino ed è stata trasferita all’ospedale di Lecce.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8921"></span>Oltre alle ustioni, la deflagrazione le ha provocato uno squarcio all’addome: ha lesioni al fegato, ai polmoni e allo stomaco. La prognosi è riservata, ma le condizioni appaiono stabili. Un’altra delle pazienti ricoverate è stata operata da parte dell’equipe ortopedica e da quella di chirurgia plastica per le fratture e per le ustioni. Le sue condizioni sono gravi ma stabili. Un’altra paziente è attualmente in sala operatoria per profonde ferite alle gambe. Altre pazienti sono state dimesse dopo le prime cure. Centinaia di ragazzi si sono riuniti questa mattina in lacrime davanti all’istituto. I testimoni sotto choc mormorano: “E’ stato un <strong>inferno</strong>“.</p>
<p style="text-align: justify;">La vittima era di <strong>Mesagne,</strong> paese considerato culla della <strong>Sacra Corona Unita</strong>. Una delle studentesse, dall’interno del bar di fronte, ha visto tutta le scena. “Ho visto Selena con i capelli anneriti che chiamava Melissa, Melissa. Era la sua migliore amica”. E proprio <strong>Selena</strong>, che non sa che la sua amica è spirata, dice di non volere andare più a scuola: “Ho visto la morte in faccia, non voglio più andare a scuola”.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli investigatori questa mattina privilegiavano la <strong>pista mafiosa.</strong> Anche se nulla è escluso: “In un momento di grande difficoltà del sistema – fanno notare fonti di intelligence – le organizzazioni criminali vogliono far sentire la loro forza sul territorio. E’ la prima volta che viene colpita una scuola. E’ un segnale che loro, i criminali, ci sono ancora”. Il procuratore della <strong>Dda</strong> di Lecce <strong>Cataldo Motta</strong>, dopo la riunione con gli inquirenti, ha fatto sapere che la pista potrebbe non essere solo quella della criminalità organizzata: “Potrebbe non essere una organizzazione mafiosa –  afferma il magistrato – in un momento in cui le organizzazioni mafiose locali sono alla ricerca di un <strong>consenso sociale</strong>. Sarebbe un atto in controtendenza perché questo sicuramente aliena ogni simpatia nei confronti di chi lo ha commesso”. La pista del <strong>terrorismo internazionale</strong> “è un’ipotesi non accreditabile sulla base di elementi oggettivi”. Si pensa quindi a una pista eversiva, terroristica interna? A poche ore dall’attentato appare difficile per gli inquirenti dare nome e cognome all’attacco.</p>
<p style="text-align: justify;">“In genere gli atti terroristici vengono rivendicati. Qui rivendicazioni non ce ne sono – osserva Motta -. Fino a quando non abbiamo degli elementi che consentono una lettura tranquilla, io mi asterrei da valutazioni che possano creare ulteriore allarme”. In merito poi all’obiettivo scelto per l’attentato, il procuratore ha detto di non ritenere che possa essere stato il Tribunale, poco distante dalla scuola, “un obiettivo per altro facilmente riconoscibile”. Quanto all’esistenza di troppe coincidenze in questa vicenda, come il fatto che l’attentato sia stato commesso a pochi giorni dal 20esimo anniversario dell’omicidio del giudice Giovanni Falcone, della sua compagna Francesca Morvillo e degli uomini della scorta, proprio nel giorno in cui a Brindisi giungeva la carovana antimafia della legalità, il procuratore ha detto che “potrebbero essere solo tali. Bisogna comunque chiedersi <strong>cui prodest</strong> cioè a chi interessa e chi se ne avvantaggia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le bombole erano parzialmente nascoste da un vicino cartellone pubblicitario. Sul luogo dell’attentato sono al lavoro i tecnici della polizia scientifica e i vigili del fuoco. L’area vicino all’ingresso della scuola è piena di detriti, la zona è stata transennata per almeno 200 metri. Sul luogo dell’attentato è ben visibile la macchia nera sulla parete di recinzione dell’istituto. I detriti sono volati anche a decine di metri di distanza dal luogo dell’esplosione. Il fondo di una bombola di gas è volato a circa 50 metri di distanza sfiorando una Fiat Punto che stava transitando vicino alla scuola, mentre un pezzo di insegna di un esercizio commerciale è stato trovato a 250 metri di distanza. La gente che abita nelle vicinanze della scuola afferma di aver udito distintamente più botti in rapidissima successione. L’istituto si trova vicino al <strong>Tribunale</strong>. C’è mistero invece sul posizionamento di un cassonetto sistemato ad una cinquantina di metri dalla scuola.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i primi accertamenti gli ordigni, probabilmente collegati a un <strong>timer </strong>i cui frammenti sono sotto esame da parte dei detective, erano sul muretto esterno della scuola. Un particolare questo del posizionamento delle bombole, sul muretto appunto, che fa ritenere che gli ordigni avessero come <strong>obiettivo</strong> l’istituto stesso. Le esplosioni, innescate con un telecomando, sono avvenute al momento dell’ingresso delle studentesse. Secondo indiscrezioni l’ora dell’innesco era fissato alle 7.55 anche se l’esplosione è avvenuta dieci minuti prima.</p>
<p style="text-align: justify;">L’attentato, sottolineano fonti investigative, potrebbe rappresentare una sorta di “<strong>strategia della tensione</strong>” come quella attuata dalla mafia, tra il 27 e 28 luglio 1993, fuori il territorio siciliano: strage dei Georgofili a Firenze  con cinque morti; strage in via Palestro a Milano con cinque 5 morti e, infine, le bombe a Roma a San Giovanni in Laterano e a San Giorgio in Velabro. ”Ci sono troppe <strong>coincidenze</strong> in questa vicenda… Mi auguro che siano solo tali, anche se in questo momento la nostra unica preoccupazione è quella dei ragazzi. Un attacco della criminalità organizzata senza precedenti – dice il sindaco della città pugliese <strong>Mimmo Consales</strong> -. Brindisi darà una risposta di civiltà a questi vigliacchi che hanno violato la culla della democrazia, del futuro: la scuola, i nostri giovani. Coloro che hanno eseguito questo gesto vile vedranno dai nostri giovani la prima grande reazione. E’ da loro che partirà la risposta più forte. Questa città ha già conosciuto momenti cupi e violenti e solo grazie al lavoro dello Stato la democrazia si è affermata. Ancora un volta siamo chiamati a reagire. A poche ore dall’attentato, non solo Brindisi ma l’Italia intera sta testimoniando la sua vicinanza alle famiglie dei ragazzi colpiti da questa barbarie”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel territorio brindisino, in particolare quello di Mesagne, solo dieci giorni fa è stata portata a termine dalla polizia una imponente <strong>operazione </strong>contro i clan per associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione consumata e tentata, porto e detenzione illegale di arma da sparo, danneggiamento aggravato e incendio aggravato. Tra le ipotesi infatti c’è anche il possibile collegamento a una serie di episodi avvenuti nella zona nei giorni scorsi. Innanzitutto, un <strong>attentato</strong> avvenuto nella notte tra l’1 e il 2 maggio proprio a Mesagne ai danni del presidente della locale associazione antiracket, Fabio Marini. L’auto di Marini venne completamente distrutta da un ordigno e ora gli investigatori vogliono capire se ci sono similitudini tra quell’ordigno e le bombole di gas esplose davanti alla scuola. Qualche giorno dopo, la notte tra l’8 e il 9 di maggio, sempre a Mesagne, c’è stata proprio l’operazione di polizia denominata “Die Hard” che ha portato all’arresto di sedici persone. L’operazione contro esponenti della Scu si è in parte anche basata sulle dichiarazioni di un <strong>pentito</strong>. Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza stanno facendo <strong>perquisizioni</strong> nelle abitazione di noti pregiudicati della città e stanno controllando i loro alibi riguardo ai movimenti delle ultime ore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle ultime settimane proprio per la recrudescenza di fenomeni criminali era stato lanciato l’allarme dalle istituzioni locali che aveva anche portato a un incontro con il ministro dell’Interno. Lo scorso 8 maggio un gruppo di <strong>esponenti politici</strong> pugliesi, guidati da Alfredo Mantovano (Pdl) era stato ricevuto al <strong>Viminale</strong> dal ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, alla quale avevano segnalato l’allarme criminalità nel brindisino.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è grande sgomento e paura tra gli abitanti della zona. Tutti fanno notare come ricorra in questi giorni il ventennale dell’attentato di Capaci al giudice <strong>Falcone</strong> e come oggi sia previsto nel brindisino il passaggio della Carovana antimafia. I genitori brindisini hanno portato via da tutte le scuole di ogni ordine i figli. “E’ stato fatto per uccidere: a quell’ora le ragazze entravano, proprio a quell’ora. Fosse accaduto alle 7,30 non ci sarebbe stata nessuna conseguenza – osserva <strong>Angelo Rampino</strong>, il preside dell’Istituto professionale -. E’ stato tutto di una violenza inaudita. Preparare un botto di questo tipo può essere stato preparato solo da chi ha le conoscenze per farlo”. Con gli occhi pieni di lacrime Rampino non ha dubbi: “Sta per arrivare l’anniversario della morte di Falcone. La scuola è posizionata nel centro di Brindisi, a poca distanza dal tribunale e si trova in viale Aldo Moro, angolo via Galanti: è tutta una coincidenza? A me non sembra. Segnali che abbiano potuto mettere in allarme nei giorni scorsi non ce ne sono stati, la nostra è una scuola tranquilla”. E’ assolutamente sgomento Franco <strong>Scoditti</strong>, il sindaco di Mesagne: “Già dalle 9,30 di stamane tutte le scuole erano chiuse per lutto. E’ un attentato di una gravità inaudita, hanno colpito la speranza”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il presidente della Repubblica, <strong>Giorgio Napolitano</strong>, informato dal ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, del bilancio dell’esplosione, sta seguendo gli sviluppi delle indagini con <strong>apprensione</strong> e partecipe vicinanza ai familiari della vittima, ai feriti e all’intera collettività brindisina. <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/19/attentato-brindisi-ministro-cancellieri-fatto-anomalo-preoccupante/234627/">Il ministro dell’Interno, che parla di “fatto anomalo”, sta seguendo personalmente la vicenda ed è in contatto diretto con il prefetto del capoluogo pugliese. Lunedi’ alle 15 il titolare del Viminale sarà in città per un vertice con le forze di sicurezza.</a> Martedì la Cancellieri riferirà al Senato. A Brindisi è intanto in arrivo il vicecapo della polizia, <strong>Francesco Cirillo</strong>, con rappresentanti degli organismi investigativi centrali di polizia e carabinieri. Sul posto arriveranno anche gli investigatori dello Sco, il servizio centrale operativo della Polizia e quelli del Ros dei carabinieri. “E’ un<strong> attentato bestiale</strong> – dice Cirillo -. Mi ha inviato sul posto il ministro dell’Interno Cancellieri e il Capo della Polizia Manganelli, ai quali riferirò immediatamente: vogliamo fare subito chiarezza e verità. C’è grande dolore per la morte della ragazza e per i feriti dell’espolosione. Gli studenti sono la speranza, non si può morire così…”. Il procuratore nazionale anti mafia <strong>Piero Grasso </strong>è arrivato per un sopralluogo, in seguito è prevista una riunione con tutte le forze dell’ordine. <strong>Monti</strong> che si trova al G8 negli Stati Uniti, informato dell’accaduto, ha espresso il suo “dolore”.  Condanna durissima della <strong>Santa Sede</strong>: “E’ un fatto assolutamente orribile e vile, tanto più degno di esecrazione in quanto avvenuto nei pressi di una scuola”. Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, invita “tutto il Paese a reagire con decisione alle tentazioni di violenza e alle provocazioni terroristiche”.</p>
<p style="text-align: justify;">Una scuola nella periferia di <strong>Brindisi</strong> il Morvillo Falcone, dove “in trent’anni non si è mai verificato nulla di tanto terribile” dice uno dei collaboratori della scuola si trovava lì per sistemare le aule. “Ho sentito un potente scoppio ma c’erano pochi ragazzi perché non era ancora orario di lezione – ha raccontato -. La nostra è una scuola nella periferia della città, un <strong>istituto</strong> professionale molto tranquillo. Non credo ci possano essere collegamenti con la carovana della legalità organizzata oggi in città: noi stiamo nell’estrema periferia. Un fatto davvero inspiegabile”. L’istituto aveva<strong> vinto</strong> il primo premio della prima edizione del concorso sulla<strong> legalità</strong> ricorda il portale studentesco Universinet.it che chiede con forza “una immediata reazione dello Stato contro la barbarie terroristica di stampo mafioso che ha colpito un istituto da sempre impegnato in prima linea per promuovere la cultura della legalità contro tutte le mafie”. Gli studenti chiedono che siano “finalmente attuate le idee e proposte di Giovanni Falcone, anche per dare un senso a morti di giovani studenti, caduti in una guerra troppo spesso tradita da chi l’avrebbe dovuta combattere con loro: potenziamento dei pool antimafia; sequestro immediato dei beni dei mafiosi; esclusione di proventi di attività criminali dalla scudo fiscale; carcere duro per tutti i boss e affiliati di mafia, camorra e ‘Ndrangheta”. <strong>Don Pietro</strong>, il parroco del paese da dove proveniva Melissa parla di “Vile attentato. Purtroppo è una triste natalità quella della Sacra Corona Unita. Questo episodio ha colpito i giovani, la speranza, la voglia di vivere. Sono vicino alle vicino alle famiglie. Una città mortificata, abbiamo perduto l’intelletto. Bisogna gridare con tutto il cuore che siamo dalla parte di chi si adopera per la liberà e la legalità”.</p>
<p style="text-align: justify;">La notizia dell’attentato ha fatto scatenare immediatamente la reazione della società civile e sono previste fiaccolate in almeno venti città. A <strong>Brindisi</strong> alle 18 in piazza Vittoria i cittadini si riuniranno in presidio. Come alle 18,30 in piazza del Pantheon a <strong>Roma. </strong>La notte dei musei prevista stasera è stata rinviata<strong>. </strong>E’ fissata alle 17 in piazza San Fedele a <strong>Milano</strong> la manifestazione per far “sentire la propria voce, il proprio sdegno e la propria ferma condanna”. A organizzare l’appuntamento sono stati il presidente del Consiglio Comunale Basilio Rizzo, il presidente del comitato di esperti antimafia di Palazzo Marino Nando Dalla Chiesa e il presidente della commissione antimafia David Gentili. Il sindaco di <strong>Venezia</strong>, Giorgio Orsoni, ha espresso il cordoglio alla città pugliese e chiesto a tutta l’organizzazione dell’America’s Cup World Series, ai team, agli spettatori di osservare un<strong>minuto di silenzio</strong> prima delle regate programmate oggi in laguna. A <strong>Napoli</strong> l’appuntamento è davanti a Palazzo San Giacomo. Presidi previsti a Torino, Firenze, Perugia, Genova, Pescara, Padova, Sassari, Trapani, Forte dei Marmi, Velletri, Macerata, Viterbo, Pavia, Catania, Brescia, Molfetta, Ancona, San Benedetto del Tronto, Catania, Rimini. <strong>Palermo </strong>abbraccerà il suo palazzo di giustizia la sera del 22 maggio, alla vigilia dell’anniversario della strage di Capaci, ricordando la tragedia pugliese.</p>
<p style="text-align: justify;">”La <strong>coscienza civile</strong> collettiva si ribella a questi attentati che vogliono colpire lo Stato e tutti i suoi cittadini – dicono insieme <strong>Cgil, Cisl, e Uil</strong> – dunque, si mobilitano invitando a realizzare fiaccolate o sit-in davanti a tutte le Prefetture italiane nella giornata di mercoledì 23 maggio, anniversario della morte di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e della scorta”. I sindacati “esprimono lo sdegno di tutti i lavoratori italiani per l’<strong>efferato attentato</strong> che ha colpito inermi alunne di una scuola di Brindisi. Spetta agli inquirenti accertare la matrice dell’atto criminale ma tutti gli elementi fanno propendere, sin da ora, per un attentato di natura mafiosa. Nell’esprimere vicinanza alle famiglie colpite, condannano duramente l’accaduto e si affidano alle forze investigative affinché autori e colpevoli del vile delitto siano prontamente assicurati alla giustizia”.</p>
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		<title>L’invasione del vino cinese</title>
		<link>http://www.liberivicentini.it/2012/05/17/l%e2%80%99invasione-del-vino-cinese/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 20:51:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Brunello</dc:creator>
				<category><![CDATA[per capirne di più]]></category>

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		<description><![CDATA[18/05/2012 - www.giornalettismo.com
Il gigante asiatico è sempre stato un grande importatore di prodotti europei ma oggi vuole vendere.

Il Telegraph ci racconta della prossima invasione sul mercato mondiale del vino di fattura cinese, a dimostrazione che il settore nonostante sia attivo da circa ottomila anni possa ancora garantire ottimi margini di successo.
EVOLUZIONE &#8211; Dopo Italia, Francia, Stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8918" src="http://www.liberivicentini.it/wp-content/uploads/images36-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />18/05/2012 - <a title="Link al sito" href="http://www.giornalettismo.com" target="_blank">www.giornalettismo.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">Il gigante asiatico è sempre stato un grande importatore di prodotti europei ma oggi vuole vendere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="vino10" href="http://www.giornalettismo.com/archives/313264/linvasione-del-vino-cinese/vino10/"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Telegraph ci racconta della prossima invasione sul mercato mondiale del vino di fattura cinese, a dimostrazione che il settore nonostante sia attivo da circa ottomila anni possa ancora garantire ottimi margini di successo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8917"></span>EVOLUZIONE &#8211; Dopo Italia, Francia, Stati Uniti ora è il turno del gigante asiatico per eccellenza, la Cina, il quale è il primo importatore al mondo di vini di pregio, venduti soprattutto a Hong Kong. Ormai i tempi sono cambiati anche nei gusti. Se prima il vino importato veniva “tagliato” con bevande tipo Coca Cola e Fanta, oggi i cinesi si dimostrano palati molto più fini del passato tanto che non esitano ad acquistare bottiglie dal valore di trentamila euro. Il fatto che oggi la Cina sia terra d’importazione non nega un altro dato importante: dal Paese parte, diretto a tutto il mondo, altro vino come <strong>il “Jia Bei Lan”, un cabernet sauvignon prodotto nella provincia centrale di Ningxia e vincitore di prestigiosi premi internazionali. Una bottiglia costa circa 45 euro ed è caratterizzata “dalla qualità dell’uva e dal sapore deciso”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">CI MANCAVA GIUSTO LA CINA &#8211; Come dire, mancava l’invasione cinese in uno dei mercati in cui storicamente l’Italia è tra i leader incontrastati, insieme alla Francia. Com’è stato possibile che un paese come la Cina nel quale, ripetiamo, il vino veniva tagliato a tavola con la Coca Cola ora possa vantare una produzione di assoluto rispetto? Ogni tipo di vitigno deriva dalla stessa pianta, la vite, nata in Asia Minore e da lì diffusa in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ESASPERAZIONE &#8211; La continua esasperazione della ricerca della qualità ha fatto si che le piante si siano progressivamente indebolite al punto che per avere un raccolto efficace senza alcuna paura di malattie è necessario bombardarle con agenti chimici di varia natura, i quali non potranno più essere usati in Europa a partire dal 2013.</strong> La continua modifica dell’uva e delle piante porta a una difficile identificazione del sapore e del gusto. Tutto diventa meno buono ma basta inventarsi una nuova definizione e una bella etichetta per conquistare quote di mercato e vendersi come “intenditore di vini”.</p>
<p style="text-align: justify;">GEMELLAGGIO &#8211; Nonostante la produzione cinese inizi a spaventare i viticoltori nostrani, il legame commerciale tra Italia e Cina è sempre più unito grazie alle esportazioni dal nostro Paese di prodotti di qualità, vedi la recente visita asiatica dei rappresentanti del Consorzio Prosecco Doc, ospiti del Governatore della Provincia dello Shaanxi gemellata con Treviso. Per tutta risposta sono arrivati nella città veneta lo scorso 11 maggio alcuni importatori asiatici, tra cui il Direttore Import-Export del settore agroalimentare della Camera di Commercio di Pechino.</p>
<p style="text-align: justify;">di Maghdi Abo Abia</p>
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		<title>UMBERTO BOSSI &#8211; LA FINE INGLORIOSA DI UN TRADITORE DELLA PATRIA</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 20:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Brunello</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieri Liberi]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Gianni Tirelli
Il reato contestato al Senatur, è relativo ai rimborsi elettorali per un valore di 18 milioni di euro. Mentre per i due figli l&#8217;accusa è di appropriazione indebita relativa alle spese personali con i soldi del partito. Ai due &#8220;ragazzi&#8221; sarebbe stata data una paghetta da 5 mila euro al mese. Al Trota [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-423" title="Umberto e Renzo Bossi" src="http://www.liberivicentini.it/wp-content/uploads/Umberto_Renzo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Di Gianni Tirelli</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il reato contestato al Senatur, è relativo ai rimborsi elettorali per un valore di 18 milioni di euro. Mentre per i due figli l&#8217;accusa è di appropriazione indebita relativa alle spese personali con i soldi del partito. </strong>Ai due &#8220;ragazzi&#8221; sarebbe stata data una paghetta da 5 mila euro al mese. Al Trota non è stato possibile consegnare l’avviso di garanzia perché il giovane è in vacanza in Marocco con Monica Rizzi, ex assessore regionale, coinvolta in una presunta formazione di dossier ai danni di un avversario di Renzo alle scorse elezioni regionali.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8915"></span>Solo ieri, <strong>militanti in via Bellerio, sotto la sede della Lega intonavano il “Va Pensiero” con la mano sul cuore, come a volere commemorare le gesta di un eroe della resistenza. In verità si tratta di un traditore della patria, di un venditore di fumo, che per lunghi vent’anni ha cavalcato lo stato d’animo di un popolo incolto e senza attributi</strong>, lusingandolo con promesse di libertà e indipendenza: quella strana razza umana che senza un padrone non sa vivere, decidere, ne programmare un futuro, per riversare ogni altra responsabilità personale sul primo rozzo cialtrone di turno che, per volgarità e ignoranza li sa rappresentare al meglio. Insomma, i fascisti di sempre! <strong>E’ singolare poi, che chi propenda al servilismo e alla sudditanza, siano sempre coloro, che inneggiano sbraitando a suggestive invocazioni di libertà e di giustizia sociale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma la mancanza di pudore e di vergogna, risultano essere il dato più allarmante, frutti velenosi di una disonestà intellettuale di fondo e di un’ipocrisia connaturata.</strong> Umberto Bossi, un signore che della legalità ne ha fatto la sua bandiera politica, oggi viene pugnalato dalla sua stessa mano. Un mentecatto che ha disonorato l’Italia, dividendo gli italiani in terroni e padani e sputando sui valori di unità nazionale. Un imbecille che esalta una folla di poveri cristi al grido di “secessione” e di “ce lo abbiamo duro”: il cervello!! E in fine, un vero ignorante – ad honoris causa – privo delle più elementari basi culturali e di ogni concetto di società civile e senso dello stato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E come dimenticarsi del “Giro della Padania”, delle le Ronde Padane, del rito dell’Ampolla, di miss Padania, della Banca Popolare CrediNord, del film corale della Lega, “il Barbarossa” di Renzo Martinelli (regista dei kolossal flop – trenta milioni di finanziamento), che voleva essere il Te Deum della Padania libera, consegnando alla storia del cinema anche il fotogramma di Umberto Bossi in primo piano e, federalismo compreso?</strong> Tutto questo, appartiene a quella serie di baggianate mitiche (pirlate celtiche) che hanno contraddistinto, caratterizzato e definito una delle formazioni politiche più burine, incolte e grottesche, che un parlamento abbia mai ospitato ! Seconda solo al berlusconismo !!</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo momento, la Lega di Umberto Bossi, dopo decenni di inutile e snervante mercimonio politico, ulteriormente imbruttita e infiacchita dagli ultimi avvenimenti, e dai tormenti della disillusione federalista, farà ritorno nei bar di sempre, fra un bianco spruzzato e una gassosa col vino, rievocando a voce sommessa, le gesta del loro eroico condottiero, mentre <strong>la Padania, sempre più caotica ed inquinata, sta per collassare senza neppure dire, muoio.</strong></p>
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