Valletta del silenzio, il Comune mette le mani sulla Stradella della Rotonda. Le associazioni: “Trasformano la zona di Villa Almerico Capra in una banale periferia urbana”

Illustrazione by Mauro16/10/2015 - www.vicenzapiu.com

Il progetto è appena stato approvato in Comune e le associazioni sono già sul piede di guerra. La sistemazione della Stradella Rotonda e la realizzazione di un nuovo parcheggio a ridosso della Villa del Palladio sono, secondo Civiltà del Verde, che stamane 17 ottobre 2015 ha convocato una conferenza stampa sul luogo, quanto meno sospette e deturpanti del paesaggio. A parte questo, tra interessi particolaristici e beghe di quartiere, la Valletta del Silenzio, che ospita il monumento simbolo di Vicenza, versa in uno stato di degrado imbarazzante. Con buona pace dell’Unesco.

Come in una qualsiasi idea dell’Italia cialtrona le macchine, sopratutto Suv, si affollano sulla strada che porta all’ingresso della Rotonda, blasonato orgoglio della Vicenza culturale. Via Della Rotonda è una via stretta e molto trafficata, sopratutto nei fine settimana. Le macchine parcheggiano in fila sulla destra, nonostante i segnali di “zona rimozione” che capeggiano ogni cinque metri, ma qui i vigili chiudono sempre uno e anche due occhi. L’asfalto è spaccato e ai lati, probabilmente per l’assiduo passaggio di macchine, è addirittura mancante in molti punti. Turisti e residenti hanno facce arcigne quando qualche pedone disturba il loro viaggio. È l’Italia povera, misera e senza rispetto per l’immenso patrimonio culturale. Sono situazioni che vanno in scena ripetutamente, sia in questa via che in quella piccola, adiacente che costeggia la Rotonda. La “Stradella Rotonda” è una carreggiata stretta, una piccola strada di campagna continuamente assalita dalle automobili di chi lì ci abita o di chi fa una gita del fine settimana per vedere il capolavoro del Palladio, magari dall’esterno, col telefonino in mano. I pedoni danno fastidio, ma lo stato di degrado invece no. La stradina, che in qualsiasi parte del mondo sarebbe pedonale, qui invece non solo è trafficata ma addirittura è a doppio senso. Frequenti gli episodi di intolleranza verso chi, a piedi, vuole farsi un giro su quella che il Comune di Vicenza spaccia come un’oasi naturale.

Nel bel mezzo di cammino, invece, ci si trova un campetto da calcio, molto frequentato, e degli orti, dati in concessione dal Comune, monopolizzati dagli abitanti del quartiere e, a quanto sembra, controllati dalla rionale sede degli alpini. Tra il campo da calcio e gli orti, secondo un progetto appena approvato in Comune dovrebbe nascere un “parcheggio” che però il Comune chiama area di sosta. “Ma è a tutti gli effetti un parcheggio, solo non si capisce se sia pubblico o privato”, spiega Romana Caoduro delll’associazione Civiltà del Verde che sulla questione ha già fatto una segnalazione al ministero. E aggiunge: “Se fanno un parcheggio deve essere fatto a norma e in questo progetto non è assolutamente spiegato”.

Il dubbio è che quel parcheggio, fatto levando delle panchine dallo spazio dell’oasi e dividendo con una rete metallica, alla quale verranno innestati dei rampicanti, lo spazio delle macchine dal campo da calcio, sia solo un modo per accontentare alcuni residenti, la locale sezioni degli alpini e i giocatori di calcetto di quel campetto di fronte ad uno dei monumenti più famosi del Veneto. Un’opera lasciata nell’indifferenza totale, non solo da parte delle autorità, ma anche della gestione. A lato della Rotonda è chiaramente visibile, all’interno del giardino posteriore, una selva incolta. Il muro divisorio è tenuto in piedi dall’edera e dei rami che nessuno pota da tempo capeggiano in mezzo alla stradella.

Si dice che il Conte Valmarana dell’omonima famiglia Valmarana che dal 1986 ha aperto al pubblico la villa, stia aspettando che il Comune si interessi dei lavori di manutenzione, mentre l’amministrazione di Palazzo Trissino sostiene che sia a carico dello stesso proprietario. Dal canto suo, il governo cittadino ha invece incassato 130 mila euro che utilizzerà per sistemare la stradella e creare, appunto, quel parcheggino da una quarantina di posti d’auto. Giusto i posti che servono ai giocatori di calcetto – che arrivano ognuno con la loro macchina – e ai gestori degli orti urbani dati in concessione al Comune. “Hanno mandato a quel paese cultura e sensibilità – conclude Caoduro – ricreando un giardino privato in un luogo speciale e apprezzato in tutto il mondo”. Eppure, in tempi di campagna elettorale, era stato fatto un progetto – realizzato con i fondi europei, che prevedeva alcune soluzioni alternative come la chiusura al traffico della stradella e la creazione di un parcheggio in Rivera Berica.  Il progetto si chiamava Pays Med Urban, risaliva la 2010 e raccoglieva le idee di associazioni, cittadini e operatori economici della zona. Tante belle parole finite nel nulla, come è sparito nel nulla quel milione di euro di fondi regionali e ministeriali destinati alla riqualificafione della zona.

Ad oggi, però, siamo fermi a fare un parcheggio chiamato “sosta” forse pensato ad hoc solo per alcuni residenti, come un qualsiasi quartiere e che prevede la sistemazione del manto stradale di una strada – con incanalamento di un antico fosso scolmatore – che avrebbe dovuto restare di campagna ed invece è usata principalmente dai residenti per pigrizia e come scorciatoia per portare i bambini a scuola o per fare la spesa in Riviera Berica.

E dire che Andrea Palladio aveva scelto questo posto perché rappresentava l’armonia in ogni punto in cui la sguardo si espandeva. “Dopo 500 anni, La Rotonda oggi è sempre un luogo di pura bellezza che vi aspetta per trasmettere ispirazione, cultura, gioia”, recita lo slogan dello striminzito sito web della Rotonda. Ma chissà se oggi il sommo architetto sarebbe d’accordo e chissà cosa penserebbe oggi nel vedere quel brulicare di macchine e di periferia cittadina in quel posto chiamato ormai impropriamente “La Valletta del Silenzio”.

Di Pietro Rossi

Author: libero vicentino

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